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La Mastenada sale sull'ottovolante, dopo una partita sulle montagne russe: continui cambiamenti di punteggio, sino all' 8-5 finale con cui i nostri beniamini si impongono sul Rua de Janeiro, campioni indiscussi del titolo "Nome dell'anno AICS 2012". I padroni di casa, a dispetto di una classifica (inspiegabilmente) deficitaria, si dimostrano squadra di buon livello, che forse sta pagando lo scotto del primo anno: nel girone di ritorno, una volta abituatisi agli schemi del calcio a 5, saranno ancora più pericolosi. Da parte nostra, si è trattato di un match ricco di errori e disattenzioni, ma anche di pregevoli segnature e caratterizzato da tanta voglia di centrare, per la prima volta in stagione, un mini-filotto di due vittorie consecutive.
Inizio spumeggiante con il Cap che quasi come la mitologica Penelope fa (nell'area avversaria) e disfa (in fase difensiva); prima con uno sfortunato tocco di punta devìa un cross basso alle spalle dell'incolpevole Dalla, poi si inventa il pareggio beffando l'estremo difensore locale direttamente da corner. Marchetto poco dopo mette il corpo tra una palla vagante e un difensore ospite e con un bella puntata coglie sul tempo il portiere, portandoci in vantaggio; peccato però che prima una splendida punizione dei padroni di casa sfiori il palo e si infili in rete, e poi un'altra sassata dalla distanza riporti il punteggio nuovamente a nostro sfavore. Inizia il momento peggiore per la Mastenada, che soffre le ripartenze avversarie e commette davvero troppi errori in marcatura; buon per noi che quando ormai si sta avvicinando il duplice fischio arbitrale, Mirko difenda egregiamente palla da vero pivot e serva di tacco Gianca, il quale in scivolata permette di iniziare la ripresa come se non fosse successo nulla.
Nel secondo tempo si vede tutt'altra partita; siamo più determinati e attenti. Ancora Mirko propizia il vantaggio, con un gran passaggio filtrante che Charlize sfrutta con un delizioso tocco d'esterno da distanza ravvicinata. Passa qualche giro di lancetta e Flavio stoppa un insidioso uno contro uno e scaraventa un gran destro rasoterra, dimenticando poi la sua flemma anglo-francese ed esultando come fosse Pagnoca il 30 aprile 1945. Ma come si sa, la fase post-bellica è la più difficile da gestire; il troppo entusiasmo ci fa commettere due errori in fase di impostazione, prontamente sfruttati dagli indomiti avversari grazie a due belle conclusioni dalla media distanza. Si riparte nuovamente da capo: è ancora Marchetto, atteso ex della vigilia, che toglie le castagne dal fuoco e, nonostante lo scarso angolo di tiro, insacca con un piattone sul primo palo la rete del sei a cinque. Sale infine in cattedra il Cap, che in rapida sequenza sfrutta una bella sponda di Charlize per incrociare col destro sul palo lungo e successivamente si inventa una puntata da centrocampo, con la sfera che finisce nel sacco complice anche un'involontaria deviazione ospite. "Chi di autogol ferisce, di autogol perisce", si sfoga il nostro hat-tricker; e con questo episodio si chiude una sfida correttissima e divertente.
Ora ci aspettano altre due sfide difficilissime, prima il Tarzo che l'anno scorso ci estromise dalla coppa, e poi l'Anzano nel Clàsico. E' tempo di digerire i panettoni e di fare in modo che il nostro Mister non faccia come Colomba e riesca a mangiare la colomba.
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