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Sfida casalinga ieri sera per la Mastenada, che ospitava gli All Blacks (amatori) per la sesta giornata di andata. Partita molto attesa, che ha fatto passare in secondo piano i trionfi di Boca Juniors e del Nacional di un redivivo Chino Recoba.
In via Pontavai, in realtà, di spettacolo alla sudamericana se n'è visto pochino. Una Mastenada imprecisa e una squadra ospite dalla tattica alquanto attendista non hanno partorito un match esaltante; ne è uscita una gara bruttina, farcita di errori da ambo le parti ma comunque interessante grazie all'equilibrio mantenuto sino alle battute finali. I padroni di casa hanno fatto infine valere il fattore campo, vincendo di misura per due reti ad uno.
Inizio discreto per i nostri colori; il trio offensivo Russo-Scarabel-Barel (Ru-Sca-Barel o Barel-Ru-Sca o Ba-Ru-Sca? via al televoto) sembra poter impensierire la retroguardia avversaria, e nei primissimi minuti riusciamo a costruire buone occasioni ed a mantenere il pallino del gioco. Purtroppo, forse nella prima occasione in cui gli ospiti varcano la soglia della metà campo, ci facciamo infilare da una conclusione dalla lunga distanza scoccato dal centrale difensivo dei tuttineri. Inizia così una partita completamente diversa; se manteniamo il possesso della sfera, e se comunque gli avversari non si rendono quasi più pericolosi, comunque palesiamo errori di fraseggio dettati dal nervosismo per l'inaspettato svantaggio e dalla strategia ospite: un quadrato ordinato a difendere la porta, con poco spazio all'inventiva e molto all'efficacia. Ad ogni modo, una bella iniziativa personale di Luca Barel ci regala il meritato pareggio; il nostro 11 salta il laterale in velocità e beffa l'estremo difensore ospite con una potente conclusione sul palo più vicino.
La rete non ci sblocca; un mix di errori sotto porta, legni colpiti, imprecisione nell'impostazione e nelle ripartenze ci impediscono di mettere a frutto una presunta superiorità che rimane troppo a lungo sulla carta. Anzi, rischiamo persino di subire il secondo punto, evitato grazie al montante sinistro della nostra porta, che respinge una pregevole girata del pivot avversario.
La ripresa inizia nel migliore dei modi: un ottimo intercetto di Mirko e uno scivolone del difensore ospite permettono a Pado di trovarsi a tu per tu con il portiere. E' la rete del 2-1 che si rivelerà decisiva. Nei 20' che seguono, si assiste al solito copione di una Mastenada confusionaria, a volte distratta, irretita dalla tattica ospite, che quasi rinuncia a pressare per evitare di scoprirsi e di patire eventuali situazioni di uno contro uno. E' evidentemente una precisa strategia che potrebbe portare dei frutti insperati; negli ultimi cinque minuti, un cocktail di paura di vincere da parte nostra e di determinazione avversaria ci fa vedere lo spettro dell'ennesimo pareggio subito nei minuti finali, dopo aver sprecato parecchie opportunità per mettere in cassaforte il risultato.
Ad ogni modo, troppe disattenzioni hanno costellato la nostra prestazione; spesso la bravura dei nostri centrali difensivi ha disinnescato pericolosi contropiedi uno contro uno che avrebbero potuto farci molto male. Comunque, i tre punti sono un segnale positivo, anche perchè abbiamo l'attenuante di aver giocato contro una formazione scorbutica, che pensa soprattutto ad impedire il gioco dei rivali.
Si torna in campo lunedì, per l'inedito derby contro lo United. Ma il Mastenada City sa che non può sbagliare, e vuole regalare la gioia più grande al nostro sceicco Al-Khondour, avvistato ieri in tribuna, pare per motivare la squadra, e soprattutto per controllare che i quattrini elargiti fossero effettivamente serviti a qualcosa. Salam Alekkum, Al-Khondour.
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